di
Dario Guidi

 

Anche nel mese di agosto ti abbiamo visto battere in lungo e in largo la nostra Regione per rispondere alle emergenze causate dagli incendi boschivi, ma anche per rispondere alle preoccupazioni dei nostri concittadini, alle prese con gli effetti delle varie manovre governative in tema di tassazioni e provvedimenti per il cosiddetto riordino della finanza pubblica. Il drenaggio delle risorse ha messo in seria difficoltà i bilanci degli enti locali e delle regioni. Quali sono stati i provvedimenti che come Regione Toscana avete dovuto prendere per cercare di salvaguardare servizi essenziali per la comunità?

La somma dei tagli operati dai governi Berlusconi-Tremonti e Monti  impatta a regime per circa 400 milioni l’anno, solo per il Tpl il taglio è di 170. Per il 2013 si profila un vero e proprio tsunami della cui portata dobbiamo renderci pienamente conto. Questi tagli sono insostenibili, ma non per questo dobbiamo stare con le mani in mano. Non vogliamo essere quelli che mandano i conti fuori controllo e non vogliamo essere i liquidatori dello stato sociale in Toscana. Da anni la Regione  è impegnata in una sua spending  review, finalizzata a eliminare sprechi, doppioni, a risparmiare sui costi di gestione. Abbiamo così potuto tagliare di 90 milioni le spese di funzionamento. Abbiamo intensificato la lotta all'evasione fiscale. Ma non basta. Così abbiamo definito una manovra, che riguarda la sanità e il trasporto pubblico locale, basata su principi di equità e di trasparenza. Abbiamo approvato un piano per il riordino e la riorganizzazione del sistema sanitario, introdotto ticket di compartecipazione mantenendo le esenzioni delle fasce più deboli e chiedendo un sacrificio a chi ha di più, ossia circa 600.000 toscani. Agli altri 3 milioni, che hanno un reddito Isee inferiore a 36.000 mila euro, non chiediamo nessun sacrificio. Stesso discorso per il trasporto pubblico locale, che abbiamo salvato dall'abbandono totale del governo e che stiamo profondamente rinnovando con la gara unica.

Nel bel mezzo dell’estate sono arrivate a maturazione scelte importanti per il futuro della regione; mi riferisco in particolare alla realizzazione della autostrada tirrenica, al ruolo dell’aeroporto fiorentino e al sistema del trasporto pubblico. Puoi farci un punto sullo stato dell’arte di questi progetti?

Sappiamo tutti che la Tirrenica è un’opera complicata. I lavori partiranno quando sarà garantita l’unitarietà dell’opera e il via libera ai fondi per l’esenzione dei pendolari dal pedaggio per 45 chilometri. Il 3 agosto scorso il presidente del Consiglio Monti, che presiedeva la seduta del Cipe, si è impegnato a reperire i finanziamenti per l’esenzione dei pendolari dal pedaggio per 45 chilometri., una misura che riteniamo irrinunciabile. Per quanto riguarda aeroporto di Firenze e tranvie presto la giunta regionale proporrà al consiglio la variante  per la nuova pista  e sempre a breve ci sarà una intesa con il Comune sia sull'aeroporto sia sulle tranvie. Un problema da risolvere entro il 2015, se non vogliamo perdere i fondi europei stanziati. Siamo anche pronti a approvare in giunta la valutazione di impatto ambientale per le terze corsie sulla A1 e sulla A11. Infine l’avviso di gara per l’individuazione degli operatori economici interessati all’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma in Toscana è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana e su quella europea. Prosegue così il percorso che consentirà di individuare i soggetti interessati a partecipare alla procedura per l’affidamento in concessione, per 9 anni, del servizio di tpl sull’intero territorio regionale. Gli operatori, preso atto del bando, potranno inviare alla Regione di una lettera di manifestazione d’interesse entro il 31 ottobre.

Ci sono due emergenze alle quali ancora il Governo non è riuscito a dare risposta: il lavoro e lo sviluppo produttivo e la crescita. Anche nella nostra Regione ci sono crisi aziendali e di interi comparti produttivi, difficoltà nell’accedere al credito, fenomeni recessivi. Cosa può fare il nostro sistema delle autonomie locali per porre un argine ad una economia in crisi profonda?

Il nostro intervento nell'ambito del progetto Toscana economia  ha messo a disposizione delle imprese in crisi, tramite Fidi Toscana, meccanismi e risorse consistenti per il sostegno e l'agevolazione. La nostra attenzione alle  vertenze in atto, grandi e piccole, ha prodotto effetti positivi, grazie anche alla massiccia utilizzazione degli ammortizzatori sociali. Detto questo è evidente che il nodo della crescita non può essere più eluso, a partire dal livello nazionale. Sono mesi che lo sostegno. Quanto alla Regione abbiamo messo in campo un impegno per accelerare la realizzazione delle grandi opere, per superare localismi che rallentano le decisioni, a volte in nome di un malinteso ambientalismo, stiamo lavorando per accelerare e rimodulare l'utilizzo dei fondi europei e con il progetto Giovanisì abbiamo offerto in poco più di un anno opportunità di lavoro, formazione e autonomia a 35.000 giovani. 

A fronte dei deliberati del Governo sui nuovi assetti istituzionali degli enti locali, in particolare la riorganizzazione e l’accorpamento delle province, va a tuo merito aver avanzato una proposta alla comunità toscana, quella delle tre aree, che però incontra diverse resistenze. Cosa ci puoi dire in merito?

Non ho fatto altro che avanzare una proposta che sta nella storia, nel dibattito politico e nella realtà socio-economica della nostra regione, quella di tre aree vaste. Se questa non piace se ne possono, legittimamente, avanzare altre e diverse. Ma queste dovranno essere discusse nel Consiglio delle autonomie locali, poi in Consiglio regionale e, infine, dal governo che deciderà con un disegno di legge che passerà nuovamente dal Parlamento. Mi dispiace deludere chi mi individua come unico riferimento di tutta questa vicenda, ma non è così: alla fine sarà ancora il Parlamento a decidere. Del resto la proposta di legge è stata approvata dal Governo e successivamente da Senato e Camera. Suppongo quindi che i parlamentari  che hanno deciso di dare il loro assenso ai parametri per il riordino delle Province fossero consapevoli degli effetti che avrebbero prodotto sul territorio.

In questi giorni, dopo aver posto ripetutamente e con insistenza la questione del raddoppio delle accise sulla benzina in Toscana, conseguenza del provvedimento regionale per far fronte alle emergenze causate dalle alluvioni e del provvedimento nazionale per rispondere all’emergenza del terremoto in Emilia, la Giunta Regionale ha deciso di sospendere dal prossimo ottobre il suo provvedimento, per venire incontro ai cittadini che ormai pagano un litro di benzina più di due euro. Un vero e proprio taglieggiamento ai danni dei consumatori ma anche un potente fattore inflattivo che colpisce una economia ormai allo stremo. Un provvedimento necessario il vostro, ma che ancora una volta espone la Regione a fronte di una mancanza di responsabilità da parte del Governo, che doveva non applicare l’accise nazionale a fronte di quella già in essere della Regione.

L’accisa è una specie di patrimoniale alla rovescia che colpisce i più deboli. Siamo stati costretti a introdurla  perché al momento dell’emergenza la legge nazionale imponeva alle Regioni di fronteggiare gli eventi calamitosi tramite interventi fiscali per poter accedere ai finanziamenti nazionali. La Corte costituzionale ha in seguito dichiarata illegittima questa norma. Ho fatto presente la situazione in tutte le sedi, con lettere al capo del governo, ai parlamentari, messaggi ai ministri. Ho portato il problema all’attenzione della Conferenza Stato Regioni. In ogni occasione ho ripetuto che era profondamente ingiusto imporre alle Regioni colpite da calamità di far fronte da sole alle spese. In seguito alla sentenza della Corte, quando si è verificato il terremoto dell’Emilia Romagna, il governo ha caricato su tutte le Regioni l’onere di una ulteriore accisa di 2 centesimi. Con il risultato di punire con un doppio sacrificio i toscani. Nemmeno il mio ultimo appello al presidente Monti ha sortito effetti, e così ho deciso di intervenire e porre fine a questa ingiustizia. Credo sia la prima volta che una accisa dopo essere stata imposta sia cancellata, addirittura anticipando la scadenza. Ma continuo a ritenere inaccettabile che il governo non abbia mosso un dito di fronte allo scandaloso aumento del prezzo del carburante. Intanto ci muoviamo noi per cambiare le cose e chiediamo ai petrolieri di fare la loro parte. Li ho incontrati e mi hanno dato disponibilità a discutere.  Noi chiediamo che facciano anche loro un passo avanti e che aggiungano al taglio dei nostri 5 centesimi qualche altro centesimo: hanno fatto grandi promozioni durante l’estate, ma non si canta solo una stagione, potrebbero fare qualcosa anche per l’inverno che ci aspetta. Per quanto riguarda la Lunigiana il governo finanzi gli interventi trovando le poche risorse che mancano, qualcosa di poco superiore a 20 milioni di euro. La Regione si impegna comunque a garantire il rispetto del programma di ricostruzion