In occasione dell'anniversario dell'alluvione vale la pena ricordare la straordinaria mobilitazione che in quei giorni coinvolse tutte le espressioni della realtà sociale, dando vita ad un'esperienza pratica di cittadinanza attiva particolarmente significativa. Anche la nascita dei Quartieri è il frutto di questo impegno diffuso e delle tante esperienze di base con cui cittadini e soggetti organizzati si sono resi protagonisti della vita della comunità locale. Anche il movimento cooperativo fu parte di questo importante processo, che continua ancora oggi.

Il movimento cooperativo ha antiche e solide radici che, ancora oggi, si nutrono di comuni idee guida, tra le quali ben saldi restano i valori imprescindibili della mutualità e della partecipazione.

Nata intorno alla metà dell'800 come strumento di difesa degli interessi delle masse diseredate e dei lavoratori e di lotta alle già allora imperanti logiche del mercato capitalistico, la cooperazione non aveva altra possibilità di difesa e di sviluppo se non quella di basarsi sul coinvolgimento pieno della propria base sociale, sollecitandone una partecipazione attiva e consapevole.

Ancora oggi e per il futuro l'intero sistema delle cooperative, siano esse di lavoro o di servizio, oppure di consumatori, vivono e vivranno in funzione delle aspettative socializzate dei propri soci. Questi sono i destinatari principali dell'azione mutualistica e espressione di una proprietà che però si tramanda di generazione in generazione, senza soluzione di continuità se non la cessazione della vita della impresa cooperativa stessa.

Mentre per la cooperazione di lavoro gli obiettivi e i conseguenti strumenti partecipativi sono, per dimensioni aziendali, insediamento territoriale, consistenza limitata della platea sociale, più facilmente individuabili e perseguibili, un ragionamento più peculiare è necessario per la cooperazione di consumatori, rappresentata anche nella realtà fiorentina da imprese, o meglio una impresa interprovinciale, con larghissima base sociale, molte centinaia di migliaia di soci, una ricca e diversificata tipologia di vendita, una complessa struttura aziendale con molte migliaia di dipendenti, un radicamento nel territorio esteso e motivato.

Caratteristica e prerogativa di un socio Coop è quella di poter partecipare alla gestione democratica della impresa cooperativa, deciderne le cariche sociali e determinarne le possibilità di ulteriore sviluppo, definire e aggiornare i termini del contratto mutualistico, garantire attraverso una peculiare organizzazione un rapporto positivo e proficuo tra politiche di impresa e aspettative sociali del territorio e delle sue espressioni organizzate e istituzionali.

Per questi scopi la cooperativa di consumatori si è dotata di strumenti operativi che trovano nel suo consiglio di amministrazione una rappresentazione piena di queste istanze, declinate attraverso la elezione diretta dei rappresentanti del territorio e da strutture di iniziativa e di rappresentanza decentrate sul territorio stesso.

Una peculiare struttura partecipativa che, ben lungi dall'essere perfetta e continuamente in divenire, ha però permesso in questi anni una significativa e originale presenza di Coop sui temi e problemi attinenti ai nuovi bisogni e urgenze del vivere quotidiano, dal problema del costo della vita alla qualificazione e  potenziamento dei servizi, dall'uso intelligente del tempo libero alla salvaguardia della qualità dell'ambiente, dall'educazione al consumo consapevole per gli adulti, ma soprattutto per i giovani, all'espressione concreta di una solidarietà intergenerazionale, dal dovere all'accoglienza all'aiuto solidaristico verso popolazioni del sud del mondo.

Merito della direzione dell'impresa cooperativa aver saputo cogliere queste aspettative e sollecitazioni e farne della politica aziendale parte integrante e irrinunciabile. Ma merito ancora più grande quello dei soci e della loro articolazione partecipativa che su queste tematiche hanno speso tempo, intelligenza, passione civile e democratica.

Tutto questo è potuto e potrà accadere grazie al rapporto, al contributo, alle sollecitazioni, alla collaborazione che Coop ha trovato sul suo territorio di pertinenza: associazioni del volontariato laiche e cattoliche, circoli ricreativi, movimenti di cittadini, per l'ambiente, il consumo critico, la formazione e quanto può esprimere una città come la nostra, ricca di esperienze e aspettative.

Tutto questo è potuto accadere anche grazie alla grande disponibilità delle Istituzioni e delle sue strutture decentrate e partecipate, che pur nella loro autonomia decisionale e responsabilità istituzionale hanno guardato con attenzione, se non incoraggiato e aiutato, i processi partecipativi.

Occorre continuare questi percorsi con determinazione e fantasia, consapevoli, come noi tutti siamo, che la tanta acqua, che un impegno partecipativo può generare, non può essere costretta da angusti argini di un torrente, ma è un bene che talvolta tracimi, generando nuovi rivoli e torrenti. Oggi questa vitalità si orienta verso nuovo orizzonti, che collegano aspetti sostanziali, come la pace, la cooperazione internazionale, l'affermazione di un consumo responsabile e di stili di vita sostenibili, l'evoluzione della democrazia, in grado di coinvolgere direttamente i cittadini nei processi decisionali pubblici. Sono temi collegati tra loro, che riguardano sia l'organizzazione generale della società, sia scelte concrete che ognuno adotta quotidianamente. Il movimento cooperativo intende continuare a dare il proprio contributo, confermando una tradizione consolidata di impegno civico che non si è mai interrotta e che emerse anche in occasione sia dell'alluvione, sia della stagione di fermento che precedette la nascita dei quartieri.