Fagiolini verdi a due passi dalla savana. E presto anche cipolle, agli e scalogni. 850 famiglie che passano da un'agricoltura di sussistenza alla garanzia del lavoro e della sicurezza. Per cinque anni, tanto dura l'accordo siglato fra Coop Italia e la cooperativa africana Scoo.bam, complice il Movimento Shalom che da anni opera in Burkina Faso e la ong Adapa burkinabè che fornisce in affitto congelatori, trattori, camion per il trasporto. Un accordo innovativo intanto perchè quinquennale, e non limitato alla singola fornitura, e essendo tale in grado di generare uno sviluppo autoctono. Non a caso, accogliendo l'invito fatto dalla Regione Toscana (da lì sono partite Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno a gennaio per l'ultimo viaggio umanitario in Burkina), il ministro dell'agricoltura del Burkina Faso, Salif Diallo, incontra oggi (ore 14.30 presso la sede della Giunta Regione Toscana - via Cavour, 18) una delegazione formata da Coop Italia e dalle singole cooperative con lo scopo di ringraziare per l'accordo sottoscritto. 

Intanto, i fagiolini - venduti sfusi o in confezione da 500 grammi- fanno bella mostra di sè sugli scaffali dei supermercati e ipermercati Coop di tutta Italia. Ci rimarranno fino a marzo -ovvero nel periodo in cui non si trova in vendita il prodotto italiano- l'approvvigionamento è continuo: infatti dal Burkina arrivano freschissimi con volo diretto a Forlì. Si parte con 150 tonnellate annue:  secondo la stima dell'Ufficio Studi dell'Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, questo impegno da solo potrebbe determinare un aumento delle esportazioni dal Burkina di questo prodotto pari a oltre il 500%. Ma l'accordo siglato prevede di decuplicare le importazioni per arrivare fino a 1500. Dai test compiuti negli anni passati dagli esperti di Coop Italia i fagiolini del Burkina, che crescono sotto il sole dei Tropici, sono risultati migliori di quelli coltivati con analoghi programmi produttivi in Egitto Senegal e Etiopia. Non sfugge inoltre il risvolto etico dell'intera operazione. "Grazie alla nascita della cooperativa Scoo.bam -spiega Roberto Cavallini che segue i progetti di solidarietà internazionale di Coop- molti giovani dei villaggi invece di lasciare la loro terra e cercare occupazione in Costa d'Avorio (dove peraltro è in corso una guerriglia per espellere i burkinabè immigrati) hanno l'opportunità di lavorare in modo continuativo. Da parte nostra, stiamo avviando le procedure per verificare la possibilità di trasformare questo prodotto così particolare in un nuovo prodotto del commercio equo e solidale, così da rendere ancora più visibile all'interno del circuito Coop la sua specificità". 

Il fagiolino è solo l'ultimo tassello di un complesso mosaico di azioni solidaristiche svolte da Coop in uno dei paesi più poveri del continente africano. Dieci anni fa Coop Lombardia aprì la pista dell'azione umanitaria in Burkina con circa 300.000 euro destinare a arrestare il processo di desertificazione in corso in alcune zone interne del paese, là sono state attivate 15 cisterne d'acqua nell'ambito del progetto "Acqua per la pace", mentre Unicoop Tirreno ha dato vita a "Casa Matteo", una casa accoglienza che ospita oggi 56 bambini abbandonati, e Unicoop Firenze ha ampliato la pizzeria di Loumbilà che da sola finanzia un orfanotrofio dove vivono 120 bambini.