C´era molta attesa, preoccupazione e anche paura, per un insieme di provvedimenti che dovrebbero sviluppare l´economia e riordinare i conti pubblici, garantendo equità.

Operazione non semplice, visto come il passato Governo aveva lasciato il Paese: senza finanziamenti la scuola, la ricerca universitaria e l´università, le ferrovie e le poste, il mezzogiorno e tutto il sistema delle infrastrutture. Senza copertura il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Con il peggioramento delle condizioni delle famiglie e dei pensionati.

La manovra del Governo Prodi non è ordinaria amministrazione: costerà più di 60.000 miliardi di vecchie lire; esattamente 33,4 miliardi di euro. Più della metà, 18,4 miliardi di euro, serviranno per sostenere la crescita del Paese e l´equità verso i cittadini.

20 miliardi verranno reperiti con economie sulla spesa, 13 miliardi da nuove entrate.

Líoperazione redistributiva, fatta attraverso le nuove aliquote Irpef, premia in misura consistente le fasce di reddito sotto i 40.000 euro ( stipendi fino a 2.300 euro netti  al mese). Il costo di questa operazione, circa 7 miliardi, graverà sugli altri redditi, con un aumento delle aliquote. 

Ma cosa vuol dire tutto ciò in termini concreti? Per un contribuente che ha un reddito di 80.000 euro (oltre 4.500 euro di stipendio mensile) ci sarà un aggravio di circa 60 euro al mese. Una bella sommetta, ma forse sostenibile se inquadrata in un processo di ridistribuzione delle risorse che guarda allíinsieme del Paese e alle sue necessità. 

Sostenibile soprattutto se il Governo attuerà politiche che puntino finalmente a debellare l´evasione fiscale e a scovare quei tanti soggetti che ancora, pur guadagnando ben di più? degli 80.000 euro, pagano cifre irrisorie. Pensiamo quindi che si possono anche chiedere sacrifici ai ceti aventi disponibilità, a condizione che non siano solo quelli che le tasse le hanno sempre pagate.

Apprezzabile E´ anche il lasciare intatte nel 2007 le finestre per il pensionamento e i provvedimenti sul TFR. 

Non a caso dai primi giudizi ne viene fuori un via libera dalle organizzazioni sindacali, mentre le perplessità maggiori vengono da Confindustria e soprattutto dalle organizzazioni del lavoro autonomo.

Ci sarà tempo per esaminare nel dettaglio i singoli provvedimenti, ancora suscettibili di cambiamento in sede di dibattito parlamentare.

Ma l´idea che finalmente si può uscire dal tunnel, dopo, come scrive Eugenio Scalari, il lascito disastroso ereditato dal passato Governo, con le casse vuote, il debito in ascesa, il deficit al 4,5%, líavanzo primario azzerato, i cantieri delle imprese pubbliche allo sbando, i contratti non rinnovati e la previdenza integrativa rinviata a un improbabile 2008, può iniziare a diventare realtà.

Non è solo una promessa del Governo, ma anche l´opinione delle Autorità della nostra Europa.

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