In occasione delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio si è svolto lo scorso 14 febbraio , promosso dall’Alleanza delle Cooperative Toscane, coordinamento delle associazioni AGCI, Confcooperative e Legacoop del movimento cooperativo toscano, un incontro con rappresentanti candidati al Parlamento o al Senato delle tre principali coalizioni  che si presenteranno alle elezioni: Italia Bene Comune, composta da PD,SEL e Centro Democratico, la coalizione a cui fa capo il PDL di Berlusconi, la lista Monti.

Una occasione non ritualeci dice Stefano Bassi, presidente di Legacoop toscana – per sottoporre all’attenzione delle principali forze politiche che si presenteranno alle urne alcuni temi di discussione e di confronto che hanno al loro centro priorità e obiettivi per lo sviluppo del movimento cooperativo, ma anche per dare risposte positive alle urgenze del Paese.”

E così è stato. L’incontro si è protratto per tutta la giornata alla presenza dei presidenti delle cooperative di tutta la Toscana, in un clima di sereno ma a volte anche teso confronto, nel quale le ragioni della cooperazione sono state illustrate con autorevolezza e determinazione, con risposte non sempre esaurienti da parte dei rappresentanti di alcune tra le forze politiche presenti.

Ha aperto i lavori, nella prima mattinata, proprio Stefano Bassi, che a nome dell’Alleanza Cooperative Toscane, ha sviluppato alcune considerazioni generali.  “ La cooperazione che si impegna quotidianamente per realizzare l’intreccio tra valori e impresa – ha esordito Bassiè una opportunità per la capacità competitiva della Toscana e per la sua tenuta sociale. L’attenzione al territorio, la centralità delle persone e del lavoro, le azioni per il suo allargamento e stabilizzazione, sono le nostre priorità assieme all’innovazione e, più in generale, all’incremento della produttività. In questa direzione vogliamo concentrare le risorse progettuali e finanziarie generate dall’azione imprenditoriale e dagli strumenti finanziari del mondo cooperativo Confermare oggi questo ruolo – ha continuato Bassiacquisito nel tempo, richiede una capacità di relazione tra le forze politiche rappresentate in Parlamento e le nostre organizzazioni di rappresentanza cooperativa. Una relazione che si declina con maggiore attenzione, così come in passato è avvenuto, sul nostro territorio di competenza, quello toscano, ma che ben si coniuga   con le esigenze della cooperazione sull’intero territorio nazionale.”

“Abbiamo registrato con grande favore e soddisfazione – ha risposto Claudio Martini, candidato a un seggio senatoriale per il Partito Democratico e già presidente della Giunta Regionale della Toscana nelle passate legislature regionali – il percorso unitario intrapreso da tempo dalle tre centrali cooperative. Ho avuto modo di apprezzare nel mio passato incarico di Presidente della Giunta Regionale il vostro impegno concorde nel sostenere le ragioni dei vostri associati, ma anche lo spirito di servizio e la visione di assieme delle problematiche economiche e sociali della nostra regione. Purtroppo oggi, in questa campagna elettorale vedo una parte di questo nostro Paese slabbrato, sfiduciato, deluso, con accenti anche di rancorosità. Ma c’è anche una parte non residuale della nostra società che resiste e capisce che occorrono risposte unitarie e condivise e voi date un contributo importante in questa direzione. Come PD sentiamo che la priorità assoluta è mettere in moto un processo di crescita dinamica, di sviluppo che non ripercorra supinamente esperienze passate ma introduca  elementi di novità anche in contesti territoriali limitati, in grado però di accompagnare i grandi progetti nazionali. Un secondo punto dell’impegno parlamentare – aggiunge Martini – sta nel garantire efficienza e snellezza alla macchina amministrativa, non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché diventa una assoluta necessità se vogliamo liberare risorse per destinarle allo sviluppo. La terza priorità – conclude Rossi – consiste nell’impegno a creare sinergie tra sistema finanziario, formazione istituzionale e delle imprese, mondo del lavoro per costruire o ammodernare infrastrutture come scuole, strutture sanitarie, viabilità. Per ridare fiato all’economia e nel contempo migliorare la qualità della vita dei cittadini.”

“ Le vostre difficoltà – aggiunge Alessia Petraglia, capolista al Senato per Sinistra Ecologia Libertà – sono le specchio delle difficoltà del Paese. Negli ultimi cinque anni, con il governo Berlusconi e anche con quello di Monti non abbiamo avuto uno straccio di politiche per il lavoro e l’occupazione. L’ingiustizia sociale è aumentata. I servizi alla persona sono diminuiti e l’Welfare è sotto assedio. In questo panorama desolante l’impresa sociale, le cooperative sociali e di servizio hanno svolto un ruolo positivo, tante volte di supplenza alle carenze dello Stato. Il terzo settore dell’economia ha contribuito a difendere lo stato sociale e innestarvi anche esperienze innovative e di qualità. E lo Stato non vi ha ripagato. Vi siete addirittura indebitati per farvi carico dei mancati pagamenti o dei ritardi insopportabili per le vostre economie aziendali. Nel nuovo Parlamento ci faremo carico di queste difficoltà con provvedimenti che permettano il rispetto dei pagamenti da parte del pubblico. Vogliamo anche valorizzare le buone pratiche di cui siete portatori sui temi dell’acqua, dell’energia, difesa del suolo, sanità, ambiente”

E’ toccato a Claudia Fiaschi, neopresidente della Confcooperative Toscana porre alcune questioni ai rappresentanti del Popolo delle Libertà. “ Noi partiamo – ha detto Claudia Fiaschi – dalla preoccupazione per gli effetti a breve e lungo termine della crescente esclusione dal mercato del lavoro di tanti giovani e donne e, non ultimi quelli che chiamiamo over 50. Vogliamo ricordare che l’economia cooperativa costituisce un potente strumento per la costruzione di processi di piena inclusione lavorativa. Ma per fare questo occorrono misure governative che sostengano modelli di impresa in forma cooperativa nei mercati emergenti, ad alta intensità di lavoro, in particolare nei campi dell’ambiente, dell’agricoltura e della protezione sociale. Occorre anche un sostegno per la creazione   di cooperative che possano rilevare le attività di aziende in crisi.

Dal canto suo Gabriele Toccafondi candidato per il Popolo della Libertà alla camera dei deputati, rispondendo alle sollecitazioni di claudia Fiaschi, ha riconfermato la attenzione del suo partito alle esperienze cooperative. “ Noi sosteniamo con convinzione – ha concluso il suo intervento Toccafondi – la cooperazione come uno degli strumenti che può dare risposte positive ai temi dello sviluppo e della occupazione, soprattutto in direzione dei giovani e degli espulsi dai processi produttivi. Ma dobbiamo anche guardarci intorno. Dalla Europa ci viene una sollecitazione a mettere in discussione gli aiuti diretti o indiretti alla cooperazione e al mondo del no-profit. Dobbiamo sapere che regimi di fiscalità particolare e più vantaggiosa, come vi sono state in passato, non saranno più consentiti, come saranno abolite le possibilità di partecipazione a  bandi con una sorta di paracadute.” Queste affermazioni naturalmente hanno generato diversi interventi di cooperatori che hanno spiegato ai candidati come i cosiddetti “regimi di favore” verso le cooperative siano assolutamente inesistenti, e come invece ancora oggi nella legislazioni italiana questi regimi siano applicati in misura molto discrezionale e non sempre a vantaggio della competitività e del sostegno all’economia. 

In chiusura dell’incontro è toccato a Alessandro Giaconi, presidente di AGCI e portavoce dell’Alleanza Cooperative Toscana porre alcune domande Giorgio Guerrini,  candidato alla camera per l’UDC e al Senato per “Scelta Civica con Monti per l’Italia”.

Siamo molto preoccupati – ha detto Giaconi – per l’aumento deliberato dell’IVA nel prossimo mese di luglio,  come per la possibilità che nel 2014 l’IVA sui prodotti ora al 4% passi al 10%. Questi provvedimenti si sommerebbero alla tassa dell’IRAP che penalizza in maniera pesante le imprese che creano lavoro. Per quanto poi ci riguarda direttamente diciamo chiaramente che non è più sostenibile dalle imprese cooperative non poter esigere il pagamento dei loro crediti dalla pubblica amministrazione per mesi e mesi. Dovremmo necessariamente allentare il patto di stabilità. Occorre rigenerare la nostra economia e – ha concluso Giaconi – non uso a caso la parola rigenerare.”

“ Dobbiamo finalmente dire la verità a questo Paese – ha risposto Guerrini – per molti anni abbiamo dovuto subire proclami a cui non sono quasi mai seguiti dei fatti. La verità ci permette di predisporre i rimedi giusti, e farli comprendere a chi dovrà subirne anche le conseguenze. La pressione fiscale è salita dal 1990 a oggi di ben 7 punti, attestandosi sul 45.3%. Il debito pubblico che soltanto nel 2002 era di 1.400 miliardi oggi sfiora i 2.000 miliardi. Oggi siamo di fronte ad un imperativo: ridurre i costi per ridurre la pressione fiscale.. Abbiamo in Europa la più alta pressione fiscale a fronte delle peggiori prestazioni di servizi. I tempi di pagamento della pubblica amministrazione sono del 118 in più rispetto alla media europea, i tempi della giustizia del 107 in più. La tassazione delle imprese sempre rispetto alla media europea è del + 10%. Allora per noi la prima questione da affrontare è la diminuzione della pressione fiscale sulle imprese, poi diminuire il cuneo fiscale, contrasto al lavoro nero, contrasto all’elusione e evasione fiscale e l’accorciamento dei tempi di liquidazione delle fatture da parte della pubblica amministrazione. Non è possibile che le aziende paghino interessi esosi sul corrispettivo che dovrebbero avere dal Pubblico!”

Su queste ultime parole di Giaconi l’incontro si è concluso. Ora l’attenzione si sposterà sugli esiti del voto. Tra i partecipanti i motivi di soddisfazione sono temperati da un interrogativo che serpeggia, anche se non si esplicita . Speriamo che non si sia assistito ancora una volta a una passerella di buone intenzioni, troppo spesso disattese nei fatti.