di
Roberto Cavallini

“In tutto il mondo le cooperative hanno resistito e reagito alla crisi meglio delle altre imprese. Persino l’Onu se ne è accorto e ha indetto l’anno internazionale della cooperazione nel 2012. In Italia, incomprensibilmente, invece di valorizzare questa capacità si bastonano le cooperative”. Con queste parole Luigi Marino, presidente di Confcooperative e portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Italiane a nome di Rosario Altieri, presidente dell’Agci e di Giuliano Poletti, presidente della Legacoop, commenta la manovra del governo che contiene, secondo lo stesso Marino, misure incomprensibili e punitive nei confronti delle imprese cooperative.
«Le cooperative italiane – prosegue Marino - all’altezza della funzione sociale che l’ordinamento riconosce loro, sono l’unica realtà che ha incrementato l’occupazione negli anni di crisi (del 5,5% nel biennio 2009 – 2010). Anziché essere premiate e incentivate ulteriormente, le cooperative vengono punite. Lo troviamo incomprensibile».

 Il presidente di Confcooperative fa anche qualche esempio settoriale: ”Tutti hanno dato atto alle banche di credito cooperativo della tenuta nelle crisi e dell’aumento degli impieghi verso le famiglie e le piccole imprese. Poche settimane fa le Banche di credito cooperativo, come tutte le altre banche hanno avuto un aggravio nell’IRAP. Ora si aggiunge, solo per esse – rispetto alle altre banche – e in quanto cooperative, un altro aggravio. E’ bene dire che per ogni milione in meno che le Bcc potranno capitalizzare, ci saranno circa 20 milioni in meno di impieghi. Anche l’intervento sulle Bcc resta incomprensibile”.
“La Coop è inoltre la  prima realtà italiana della distribuzione – prosegue Marino - un presidio importante anche per i prodotti italiani. Il Governo dovrebbe sostenerla e incoraggiarla nell’interesse del Paese. Invece il regime fiscale delle cooperative di consumatori viene ulteriormente compromesso. Persino le cooperative sociali, che si fanno carico dei servizi sociali essenziali e anche quelle di inserimento lavorativo  (di disabili, ecc.), ridotte allo stremo da ritardi di pagamenti della Pubblica Amministrazione, non sfuggono a un aggravio”.

“Eppure si legge sui giornali, e non è smentito, che il Presidente del Consiglio è fiero di questo intervento sulle cooperative, di un intervento, sottolineiamo, che, pur di colpire le cooperative, non si cura degli interessi dell’Italia. Il nostro giudizio è che questa iniziativa del Governo è anti-crescita e anti-merito”.
“Ci sono in Italia diversi milioni di cooperatori. A mano a mano che si dispiegheranno gli effetti di queste misure sul loro lavoro, sulle loro tasche e sulla loro vita, faranno le loro valutazioni politiche. Se il Governo e la maggioranza parlamentare avessero a cuore la crescita, senza la quale anche i problemi dei conti pubblici non hanno vere soluzioni, dovrebbero cancellare l’emendamento e considerare prioritaria una politica moderna di sostegno e di incoraggiamento della cooperazione”.