di
roberto cavallini
Luigi Marino, presidente di Confcooperative e portavoce dell'Alleanza delle cooperative italiane, critica duramente le scelte del governo
Dopo settimane di travagli, la sofferta e criticata manovra economica voluta dal governo è stata varata. Abbiamo chiesto a Luigi Marino, presidente di Confcooperative e portavoce dell’Alleanza delle cooperative italiane (che unisce Legacoop, Agci e la stessa Confcooperative) un giudizio su queste misure, in particolare per quanto riguarda i provvedimenti che aumentano la tassazione delle cooperative. "La nuova stretta fiscale sulle cooperative - spiega Marino - non rende merito al ruolo svolto dalla cooperazione. Siamo una delle pochissime forme d’impresa che non delocalizza. Creiamo reddito e occupazione sul territorio. Anche negli ultimi due anni, quelli che hanno registrato i morsi più feroci di questa interminabile crisi, le nostre imprese hanno messo a segno il + 5,5% di occupazione. L’Onu ha dichiarato il 2012 Anno Internazionale della cooperazione. La Corte di Giustizia europea ha dichiarato che la fiscalità cooperativa non è aiuto di stato. Nel mondo, nei paesi a economia avanzata, la cooperazione viene incoraggiata. In Italia, invece, viene punita".
Qual è, secondo lei, la conseguenza principale di queste misure?
Si tratta di un aggravio fiscale, il quarto in dieci anni, che va a colpire lo strumento di autocapitalizzazione e di autopatrimonializzazione delle cooperative. Il 73% della base sociale è composto da microcooperative e il 75% di esse ha un capitale sociale inferiore ai 10.000 euro, cioè alla soglia minima prevista per la Srl. È un dato che segna l’importanza e la necessità, per le cooperative, di capitalizzarsi. È fondamentale per stare sul mercato, così come crescere in dimensione.
Che giudizio dà sull’impatto delle misure fiscali a carico della cooperazione di consumo?
La Coop che è la prima realtà italiana della distribuzione è un presidio importante anche per la valorizzazione dei prodotti Made in Italy. Il Governo dovrebbe, quindi, sostenerla e incoraggiarla nell’interesse del Paese, andando a migliorare il rapporto produzione–distribuzione. Invece il regime fiscale delle cooperative di consumatori viene ulteriormente appesantito, tanto che le cooperative a mutualità prevalente vedranno, alla luce di questa ulteriore stretta fiscale, una tassazione sul 68% degli utili. Tassazione che, in una stagione non anticooperativa, dovrà essere ricondotta alla media delle altre cooperative a mutualità prevalente.
Ma c’è un accanimento verso le cooperative?
Sulle cooperative ci sono idee diverse. Da un lato quelle delle organizzazioni sociali e imprenditoriali e della Chiesa italiana e dall’altro l’ossessivo accanimento anticooperativo, di cui alcuni Ministri ne sono interpreti, alimentato da pregiudizi politici e interessi concorrenti.

Oltre al consumo quali sono i settori più colpiti?
Se Atene piange, Sparta non ride. Tutti hanno dato atto alle Banche di Credito Cooperativo della tenuta nelle crisi e dell’aumento degli impieghi verso le famiglie e le piccole imprese. Solo di recente le Bcc, come tutte le altre banche, hanno avuto un aggravio nell’Irap. Ora si aggiunge, solo per esse – rispetto alle altre banche – e in quanto cooperative, un altro aggravio. Anche l’intervento sulle Bcc resta incomprensibile. Poi c’è il rincaro sulle cooperative di produzione lavoro, di dettaglio, le agricole e addirittura sulle sociali.
 
Cosa capita per loro?        
Le cooperative sociali, che si fanno carico di servizi essenziali, sono già ridotte allo stremo da ritardi di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Bene, anche loro non sfuggono a un aggravio che colpisce imprese che reinvestono gli utili in reti, beni e servizi che interessano direttamente la collettività. Realizzano, infatti, micronidi, comunità per l’accoglienza di minori, persone affette da disagi mentali, persone svantaggiate.
 
Quale ruolo può giocare la cooperazione e l’Alleanza delle Cooperative Italiane nella prossima fase economica e sociale?
Le cooperative vogliono e possono continuare a svolgere il loro duplice ruolo: da un lato rispondere alle esigenze dei singoli, creando lavoro e dall’altro dando risposta alle istanze della società, attrezzandosi a offrire beni e servizi che rispondano a richieste sempre più complesse di un sistema in rapidissima evoluzione. Continueranno a chiedere, per loro lo farà l’Alleanza delle Cooperative Italiane, una stabilità fiscale e normativa che dia maggiore certezza nel programmare il futuro di queste imprese, a carico delle quali, registriamo misure fiscali gratuitamente punitive di cattiveria ingiustificata.


Dario Guidi