“Ribadiamo la nostra posizione di precauzione e guardiamo con preoccupazione alle recenti aperture della Commissione Europea sulle coltivazioni OGM” commenta COOP, la più importante catena della grande distribuzione in Italia e al tempo stesso organizzazione di consumatori (sono oltre 7 milioni i soci Coop) a proposito delle ultime notizie in materia. “In particolare, al di là del dibattito sì o no agli ogm, riteniamo che non ci sia ancora sufficiente chiarezza  in merito ai rischi ed agli impatti  a medio-lungo termine e che da parte dei consumatori permanga una richiesta di  prudenza  dettata dal fatto che non percepiscono vantaggi dall’introduzione di queste nuove tecnologie e che viceversa si sente fortemente minacciato il proprio diritto di scelta. Auspichiamo pertanto che l'Italia decida con tempestività, utilizzando tutti gli strumenti normativi e amministrativi disponibili, evitando che il sistema agroalimentare nazionale precipiti in un caos ingovernato ed esposto alle contaminazioni. Ricordiamo che Germania e Francia per il mais mon 810 -l'unica varietà di mais autorizzata  in Europa- hanno già applicato la clausola di salvaguardia 

interrompendone la coltivazione ”.

Entrando nello specifico dell’annunciato via libera UE alla coltivazione della patata "amflora", Coop precisa che si tratta di un prodotto  non destinato al consumo umano, bensì per l'industria carta  o in alternativa per l'alimentazione degli animali.  Quindi, ancora una volta nessuna innovazione destinata a dare benefici agli esseri umani, ma casomai un aumento del rischio concreto di contaminazione sia in campo che nelle filiere alimentari. Questa patata infatti contiene un gene marcatore antibiotico che può generare resistenza nei batteri naturalmente presenti nel tratto intestinale degli esseri umani o animali tanto da sollevare dubbi e obiezioni anche da parte dell' Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'Agenzia Europea del Farmaco: problemi evidenziati anche all'interno del comitato OGM dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che , contrariamente alle consuetudini , si è espressa con voto non unanime ma a semplice maggioranza, registrando posizioni contrarie.

Coop, che ha espresso la sua prima posizione ufficiale sul tema ogm più di dieci anni fa quando nessuna impresa agroalimentare e tanto meno distributiva aveva assunto posizioni in merito, conferma la propria scelta di un sistema agroalimentare legato alla qualità, sicuro per la salute, rispettoso dell’ambiente e del clima e pertanto, libero da organismi geneticamente modificati. Da oltre dieci anni Coop non impiega ogm sia nella fabbricazione dei propri prodotti a marchio, sia per le filiere animali a marchio  Coop  (circa  19  milioni  fra  bovini,  suini,  avicoli  e  2.300 tonnellate di pesce d’allevamento)  –i mangimi sono tutti ogm free-, stilando una linea guida di comportamento per i fornitori e attivando un rigoroso sistema di ispezioni e verifiche. 

I maggiori costi di approvvigionamento hanno comportato un investimento di circa 10 milioni di euro. Come Coop  continueremo a lavorare a favore del diritto di scelta dei consumatori di poter acquistare prodotti no-ogm con tutte le garanzie necessarie; garanzie che una coltivazione senza regole comprometterebbe per sempre.

Per approfondimenti si rimanda alla sezione "DOSSIER"