di
Aldo Bassoni

Romilde è commossa mentre lo racconta. E così anche Anna Maria, quasi non trova le parole, e Marilù, e Francesco e tutte le donne e gli uomini che per due fine settimana consecutivi – il 22, il 23, il 29 e il 30 gennaio – hanno sostenuto i lavoratori del Gruppo Agile ex Eutelia in lotta per difendere il proprio posto di lavoro come tanti altri lavoratori di tante altre fabbriche che chiudono o licenziano.

La solidarietà questa volta ha assunto dimensioni ragguardevoli e un’intensità inconsueta per i tempi che corrono. Soci Coop e lavoratori Eutelia hanno distribuito volantini davanti a tutti i punti vendita Unicoop Tirreno di Roma e hanno invitato i clienti ad acquistare e devolvere prodotti alimentari per queste persone che da mesi non percepiscono lo stipendio. Il risultato è stato eccezionale: soci con carrelli pieni di prodotti solo per loro; donne anziane con la pensione al minimo che non hanno voluto rinunciare al gesto di offrire almeno un barattolo di pelati.

Pochi sono usciti dal supermercato senza almeno un pacco di zucchero o un sacchetto di patate o una bottiglia di vino in una gara di solidarietà che si è nutrita del contatto umano tra storie diverse accomunate per una volta dalla consapevolezza che in quest’Italia trasfigurata dagli egoismi e dal cinismo, c’è ancora posto per una solidarietà nient’affatto caritatevole. Un gesto di ribellione contro il fatalismo della crisi e la retorica della ripresa. Un gesto contro corrente che in altri tempi sarebbe stato normale ma che oggi, in quest’Italia semi narcotizzata, è quasi rivoluzionario perché attesta la presenza di un desiderio forte di comunità, il sentirsi parte di qualcosa che unisce e rende dipendenti gli uni dagli altri.

È lo spirito cooperativo che manifesta tutta la sua forza ideale. È l’istinto di sopravvivenza delle classi subalterne che non accettano di essere schiacciate dalle macerie di un’economia decrepita capace solo di ridurre tutto a merce trasformando il mondo in uno spettacolo sfavillante di ingiustizie che non assomigliano nemmeno ai nostri sogni più modesti di ex adolescenti. Quei pacchi di pasta, quelle scatolette di tonno, quelle salsicce e tutti quei barattoli che hanno sommerso di generoso altruismo i lavoratori di Eutelia ci raccontano un Paese diverso al quale stavamo quasi per non credere più.