Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop, illustra il piano di lavoro dell'associazione: "La tutela della reputazione è per noi fondamentale. Quella è la base per garantire convenienza e tutelare i consumatori e le famiglie"

Nominati i nuovi vertici e dopo l’approfondito confronto svolto nell’assemblea nazionale dei delegati tenutasi a Firenze, l’attività dell’Associazione nazionale delle cooperative di consumatori (Ancc-Coop) è più che mai pronta a ripartire, avendo individuato quelle che sono le direttrici prioritarie di lavoro. “Per un lungo periodo, che, in larga parte ha coinciso con gli anni della crisi economica e con cambiamenti importanti avvenuti nel nostro paese – spiega il nuovo presidente Stefano Bassi –, l’attività di Ancc ha vissuto difficoltà e incertezze che ora siamo finalmente in condizioni di superare proprio perché è necessario dare rappresentanza e peso al ruolo della cooperazione di consumatori in Italia. Con l’assemblea che abbiamo svolto si è definito un positivo clima di fiducia tra le cooperative che ci consente di avviare subito l’impegnativo lavoro che ci attende. Ora occorre essere coerenti con gli impegni reciprocamente assunti”. 

Il punto di partenza è proprio la consapevolezza della difficile fase che la stessa cooperazione sta vivendo. “C’è un primo aspetto che pesa ed è quello legato all’andamento dell’economia. Per alcuni settori della cooperazione, penso ad esempio all’edilizia, sono anni molto complicati, con un settore in forte difficoltà - prosegue Bassi –. Ma anche nel mondo dei consumi, quello che noi viviamo ogni giorno, le vendite nella grande distribuzione non hanno certo avuto un andamento positivo, i consumi delle famiglie hanno subito una contrazione e i segni di ripresa sono ancora molto deboli”. Alla crisi si aggiunge poi il tema derivante dalle ricadute di inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la cooperazione specie a Roma, ma anche col caso della Cpl di Concordia. “Per la cooperazione la reputazione è una qualità fondamentale per garantire quella distintività che è alla base della natura delle nostre imprese. Per questo gli episodi avvenuti sono gravi e per questo, come cooperazione di consumatori abbiamo chiesto a Legacoop che siano adottati provvedimenti inflessibili, rigorosi e coerenti con quei valori di onestà e solidarietà, senza i quali la cooperazione non esisterebbe. Dunque qui sta un tema forte di impegno e di attenzione, perché parliamo della difesa di una condizione di base per garantire e far crescere la nostra presenza nel paese”. Presenza che per quanto riguarda il mondo Coop significa in primo luogo continuare a dare risposte alle famiglie sul tema della convenienza, della sicurezza alimentare e della qualità dei prodotti. “Già da inizio 2015 abbiamo lanciato la campagna 'Coop costa meno' che ha l’obiettivo di garantire uno strutturale abbassamento dei prezzi uscendo dalla logica delle promozioni di breve durata. Questa è la funzione sociale della cooperazione di consumatori e noi vogliamo esercitarla sino in fondo. È il filo rosso che ci deve contraddistinguere sempre. Vogliamo tenere insieme convenienza, sicurezza, qualità e un forte rapporto con i produttori locali. Allo stesso tempo sono in corso processi di ripensamento dei formati, a cominciare dall'ipermercato, e nuove aggregazioni tra cooperative come quelle tra le tre del Distretto adriatico”.

 Impegni che si legano anche a quanto Coop sta sviluppando all’interno dell’Expo milanese. “Oltre al Supermercato del futuro, dentro ad Expo – prosegue Bassi –, stiamo portando avanti attività e momenti di confronto su temi valoriali che per noi restano prioritari. Uno è quello della salvaguardia ambientale, su cui come Coop siamo impegnati da anni. L’altro è quello della lotta allo spreco alimentare. Un tema che oggi è più che mai d’attualità. Noi, oltre a rafforzare le attività che svolgiamo, sia come raccolta di prodotti destinati a centinaia di associazioni di volontariato e Onlus che come azioni di educazione e sensibilizzazione all’interno delle scuole, vogliamo anche sostenere la definizione di una nuova legge che governo e parlamento dovrebbero varare. Chiediamo una normativa che aiuti le imprese impegnate in queste attività, che incentivi pratiche virtuose e semplifichi le procedure.” 

Un altro fronte su cui Ancc sarà impegnata è quello del sostegno al processo di unificazione del mondo cooperativo. “Nel percorso che porterà ad avere nell’Alleanza delle cooperative italiane l’unica organizzazione di rappresentanza per le imprese aderenti a Legacoop, Confcooperative e Agci, noi vogliamo fare la nostra parte nel mondo del consumo, per definire, anche qui, processi di unità. Dalle cooperative trentine del Sait alle tante cooperative di utenti presenti in diverse regioni del nord per l’acquisto di gas e elettricità, da tante altre piccole realtà cooperative a quel che noi come Coop rappresentiamo con i nostri oltre 8 milioni di soci, vogliamo dare una voce a tutti questi mondi per tutelare al meglio le famiglie e i diritti dei consumatori”. 

L’ultimo capitolo, non certo per importanza, nell’agenda di lavoro che Bassi illustra, è quello legato all’imminente stagione di rinnovo del contratto di lavoro per i 54 mila dipendenti Coop. “Veniamo da anni di crisi in cui, come sistema, abbiamo garantito la tenuta occupazionale in tutte le aree del paese, compreso il sud, da cui altri operatori della grande distribuzione hanno invece deciso di andarsene. Abbiamo rafforzato la contrattazione integrativa e il welfare aziendale. Noi vogliamo continuare a lavorare per garantire occupazione stabile come dimostra il fatto che i contratti a tempo indeterminato riguardano più del 90% dei nostri dipendenti. C’è però un nodo che abbiamo già illustrato ai sindacati ed è che, in questo contesto competitivo e di difficoltà economiche perduranti, dobbiamo recuperare quel differenziale di maggiori costi che, su questa voce, si registra tra noi e altri competitori. È un tema difficile e delicato, ma che dobbiamo affrontare come condizione per garantire l’occupazione e lo sviluppo futuro delle nostre attività”.