Si chiama acido acetilsalicilico e acido ascorbico Coop, ovvero il principio attivo della celebre “Aspirina” unito alla vitamina C, assimilabile a un prodotto di marca molto diffuso quale il “Vivin C”.

Dunque un farmaco per la cura degli stati febbrili, contro i raffreddamenti, ma anche un analgesico che si può usare contro il mal di testa. Insomma una di quelle medicine che si possono acquistare senza alcuna ricetta e che normalmente abbiamo sempre in casa.

E’ un farmaco prodotto in Italia, il prezzo della confezione da venti compresse effervescenti sarà di 2 euro, meno della metà degli equivalenti farmaci di marca oggi presenti sul mercato.

“E’ il primo farmaco a marchio Coop, un’autentica rivoluzione in un settore, quello farmaceutico, molto protetto e appena scalfito dalla liberalizzazione di giugno 2006. “In quei 2 euro c’è anche il nostro margine di utile –spiega Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia- a dimostrazione che su questo versante si può incidere molto sul prezzo, operando a vantaggio dei consumatori. Un farmaco comune, di ampia diffusione, che non necessita di ricetta medica potrebbe sembrare un traguardo di poco conto. Vi assicuro che non è così. Il farmaco Coop è una sorta di prodotto simbolo e nasce dopo un anno di iter burocratico complesso, irto di difficoltà.”.

“La convenienza e la tutela del potere d’acquisto dei soci e consumatori fanno parte da sempre del nostro modo di essere – afferma Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc- La novità è che ai prodotti alimentari aggiungiamo altri prodotti che pur incidono pesantemente sui bilanci delle famiglie. Quando nel 2006 abbiamo raccolto 800.000 firme di cittadini a favore della liberalizzazione sapevamo di toccare un tema sensibile. La legge approvata dal Parlamento Italiano ha consentito primi passi, che hanno generato immediati benefici per i consumatori. Non a caso in un contesto economico in cui assistiamo a continui aumenti di prezzi, proprio i prezzi dei farmaci da banco hanno subito una diminuzione pari a oltre l’11%. Ora con il farmaco a marchio facciamo un altro passo, ci spostiamo su un piano altrettanto promettente quanto a effetti sulla spesa delle famiglie”.

Nel 2007 i corner Coop Salute hanno generato su un fatturato complessivo intorno ai 50 milioni di euro un risparmio per i consumatori di quasi 11 milioni di euro. Attualmente sono 80 i CoopSalute, dove viene applicato uno sconto medio del 25% che è rimasto invariato nel tempo, e dove l’offerta rispetto alle prime aperture è stata ampliata fino ad arrivare a un totale di circa 450 referenze (tra otc e sop pari a circa 200, 100 prodotti omeopatici e 29 veterinari). Oggi possiamo dire che di tutti i farmaci otc e sop venduti fuori dal circuito delle farmacie, il 54% viene venduto in Coop.

Le caratteristiche del farmaco Coop e l’iter autorizzativo

Si tratta di un farmaco Otc, ovvero un farmaco da banco vendibile senza ricetta medica; è un’associazione di acido acetilsalicilico e acido ascorbico (330 milligrammi più 200 milligrammi) e ogni scatola contiene 20 compresse a un prezzo di 2 euro. Per capire la valenza di questo prezzo basta ricordare che il “Vivin C” (ovvero il farmaco di marca con lo stesso dosaggio), sempre in confezione da 20 compresse, nei corner CoopSalute viene venduto attualmente a 5,05 euro, mentre nel circuito delle farmacie si posiziona intorno ai 6 euro. Si tratta di un farmaco adatto a curare gli stati febbrili, le sindromi influenzali e da raffreddamento, mal di testa e denti, nevralgie, dolori mestruali, reumatici e muscolari.

Tecnicamente il prodotto Coop è un farmaco generico o equivalente, cioè un farmaco non più coperto da brevetto e che al posto del nome commerciale ha il nome del principio attivo seguito dal nome dell’azienda titolare ed è equivalente dal punto di vista quantitativo e qualitativo al corrispondente farmaco di marca già in commercio. Questo perché quando scade il brevetto di un farmaco di marca è possibile anche per altre aziende autorizzate produrre e commercializzare farmaci uguali a quelli già sul mercato a un prezzo inferiore rispetto al farmaco di marca: una pratica poco diffusa in Italia rispetto ai paesi europei.

Il primo, ma non l’ultimo

Coop Italia, seguendo un rigoroso lavoro di analisi e verifica, è divenuta titolare di una Aic, ovvero autorizzazione alla immissione in commercio, che viene rilasciata dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco). “Questo farmaco è il primo di una serie. –continua Tassinari- Coop sta già lavorando per ottenere altre autorizzazioni e il prezzo con cui il primo farmaco Coop viene proposto è la dimostrazione di come si possa produrre a catena un effetto calmieramento, così come è avvenuto in altri paesi dove la liberalizzazione del mercato farmaceutico è più avanzata, sia in termini di luoghi e modalità di vendita, che in termini di produzione”.

Il farmaco a marchio Coop risponde agli stessi principi di qualità, sicurezza, convenienza degli altri prodotti a marchio e vuole produrre nel mercato gli stessi effetti di calmieramento che si sono prodotti con il latte in polvere per i bambini e il latte fresco.

Un tavolo di confronto per ampliare la liberalizzazione- “Auspichiamo che la liberalizzazione del mercato vada avanti – prosegue Soldi- Noi come Coop abbiamo dato il nostro contributo, utilizzando gli spazi aperti dalla legge a favore dei consumatori. Oggi chiediamo al Parlamento e al nuovo Governo di aprire un tavolo di confronto fra le diverse parti interessate per l’avvio di una iniziativa legislativa così da completare la liberalizzazione; rendere accessibili i vantaggi a un numero maggiore di consumatori e chiediamo anche di rendere più agevole, pur mantenendo l’indispensabile rigore, l’iter burocratico per la produzione di farmaci da banco generici”.