di
Ufficio Stampa ANCC-Coop
Tetti Fotovoltaici

Coop muta pelle, procede al cambiamento organizzativo interno  e a una  nuova strategia  commerciale che punta a cambiare i meccanismi di ingaggio con l’industria . Si conferma leader di  mercato e  raggiunge la quota di mercato del 19,1%. “In uno scenario di grande cambiamento che  per la prima volta dopo anni fa registrare timidi segnali di risveglio  – dichiara Marco Pedronipresidente Coop Italia - Coop va meglio della media del mercato della grande distribuzione , ma  vuole  ancora migliorare i suoi risultati non perdendo di vista la missione che è propria di una  impresa cooperativa:  la  convenienza , non disgiunta dai valori di sicurezza, qualità e trasparenza.  Coop per tutti , non solo per le fasce più forti ”.
Tra le novità annunciate nell’assemblea annuale di Coop Italia la presenza nel Consiglio di  Amministrazione  di tutte  le 9 grandi cooperative e  la nascita a fianco del Cda di un Comitato  Commerciale Nazionale  con i  direttori commerciali  delle cooperative per le attività e i progetti nazionali. Una Coop che muta pelle e che guarda avanti con determinazione, consapevole di una ritrovata  unità. E’ questa l’immagine di Coop che Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, consegna alla  platea presente all’Assemblea Annuale in cui si presentano i dati del Bilancio Consuntivo 2013, alla  quale hanno partecipato tra gli altri, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e il Presidente di Legacoop Nazionale, Mauro Lusetti .
Un Bilancio che riconferma un buono stato di salute di Coop che mantiene la sua leadership nella  grande distribuzione del nostro Paese  raggiungendo la quota di mercato del 19,1% (era il 18,5% un  anno fa) e assestandosi sui 12 miliardi e 724 mila di fatturato. 1200 sono le strutture di vendita,  54.700 gli addetti, mentre continua a crescere la base sociale che ha superato gli 8 milioni con un  trend in aumento del 3,4% rispetto al 2012.
Successo confermato per il prodotto a marchio Coop,  perfetta sintesi di convenienza e qualità, che ha superato quota 27% (in crescita di un punto rispetto  al 2012). Buoni risultati anche fuori dal core-business centrale in virtù dell’allargamento dell’offerta in quei  settori di mercato parzialmente liberalizzati:  119 i Coop Salute  dove  rispetto all’acquisto dello  stesso paniere di prodotti presso il canale farmacia tradizionale, si è generato  nel 2013  un risparmio  sul farmaco senza obbligo di prescrizione di circa 11 milioni di euro (mediamente  -25% rispetto a  analogo prodotto) , mentre Coop Voce, la telefonia mobile a marchio  Coop, ha  raggiunto 1 milione e 250mila attivazioni.  13 gli impianti di carburante per un erogato complessivo nell’arco del 2013  pari a  circa 230 milioni di litri.
Segnali interessanti arrivano anche dal comparto delle vendite on line dove Coop ha debuttato lo  scorso autunno con Coop on line: oltre 3,2 milioni di visitatori, 200.000 iscritti alla newsletter  mentre è in corso il rafforzamento dell’offerta del sito che raggiungerà a regime circa 11.000  prodotti.  “In uno scenario di grande cambiamento che per la prima volta dopo anni fa registrare timidi segnali di  risveglio  – dichiara  Marco Pedroni, presidente Coop Italia - Coop va meglio della media del mercato  della grande distribuzione, ma vuole ancora migliorare i suoi risultati non perdendo di vista la missione  che è propria di una impresa cooperativa:  la  convenienza non disgiunta dai valori di sicurezza, qualità e  trasparenza. Per  rendere accessibile il cibo buono e sicuro a tutti, anche alle famiglie meno abbienti”. Sul tavolo della  nuova Presidenza, a un anno di distanza dalla nomina, alcuni nodi risultano sciolti. In  primo luogo l’avvio di una nuova strategia  commerciale sulla convenienza  che  mira a introdurre  cambiamenti importanti nella relazione  con il mondo dell’industria. E tra le altre novità la presenza nel Consiglio di Amministrazione  di Coop Italia  di tutte le 9 grandi cooperative e la nascita a fianco del Cda di un Comitato Commerciale Nazionale con i direttori commerciali  delle cooperative per le attività e i progetti nazionali lasciando al Cda il compito di tracciare la strategia più complessiva. Varata anche la sperimentazione su 4 Ipercoop di un nuovo modello e riconfermato pur tra le difficoltà presenti in quel territorio il presidio al Sud.