Le associazioni dei distributori e produttori di beni di largo consumo (rispettivamente Federdistribuzione, ANCC, ANCD, nonchè Centromarca, Federalimentare e Federchimica) riconoscono il momento di difficoltà che sta attraversando il mondo del trasporto e invitano il Governo a prendere le misure opportune per evitare la minacciata agitazione del settore nei primi giorni di luglio. Tale fermo avrebbe conseguenze disastrose per imprese e cittadini, in un momento di accentuata crisi del mercato, come testimoniano i dati delle vendite diffusi, proprio in data odierna, dall Istat. Esse auspicano tuttavia che le soluzioni proposte non comportino interventi normativi che vadano a incidere sulla autonomia delle relazioni contrattuali tra i diversi operatori della filiera. Tale autonomia, infatti, deve sempre essere garantita come elemento cardine della stabilità ed efficienza della stessa filiera. Esse informano infine come la situzione attuale degli aaumenti dei costi e della riduzione dei margini delle imprese non consenta alcun assorbimento di ulteriori oneri di gestione, sebbene determinati da situazioni oggettive eal di fuori del proprio controllo, come quelli dovuti al rialzo dei carburanti. Tali oneri finirebbero inevitabilmente, così, per tradursi in aumenti dei prezzi di vendita, amplificati dagli effetti moltiplicatori o distorsivi legati alla lunghezza delle filiere.

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