di
Roberto Cavallini

 

Se gli italiani non mangiano più frutta e verdura, cosa mangiano? Eppure è proprio questa la spesa che la maggior parte delle famiglie ha tagliato. Colpa, forse, dei prezzi troppo variabili, ma anche di una cattiva educazione alimentare. E’ quanto emerge da un’analisi di Confagricoltura, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop agroalimentare.
Nel 2011 ogni famiglia ha acquistato 5 chili di frutta in meno, 3 chili in meno di verdura e 1 chilo in meno di ortaggi surgelati: in totale il calo degli acquisti di ortofrutta è del 2,6%, pari a 8,3 milioni di tonnellate.Ma la crisi dei consumi di ortofrutta parte da più lontano: negli ultimi 11 anni gli acquisti sono diminuiti del 23%, passando dai 450 chili a famiglia del 2000 ai 347 chili del 2011 (si sono persi per strada oltre 100 chili per nucleo familiare).
I prezzi al consumo ad agosto, nonostante i consumi siano scesi, sono aumentati del 5,8% per la frutta e del 4,8% per i vegetali freschi. Le organizzazioni chiedono a gran voce un piano di ristrutturazione che punti ad una maggiore aggregazione dell’offerta ortofrutticola, agendo sulla frammentazione di tutte le componenti della filiera, sulla forte polverizzazione dei soggetti e sulla mancanza di innovazione. “L’ortofrutticoltura – ricordano le cinque organizzazioni – rappresenta circa un terzo dell’intera Plv agricola del Paese e, con una produzione di circa 35 milioni di tonnellate l’anno, l’Italia si contende con la Spagna l’appellativo di “orto d’Europa”.

E non è solo una questione di prezzi, ma anche di cattive abitudini alimentari che portano a mettere da parte i benefici per la salute, preferendo cibi che costano meno, ma hanno un elevato contenuto calorico.Le cattive abitudini riguardano soprattutto i più giovani: il 22% dei genitori che dichiara che i propri figli non mangiano frutta e verdura quotidianamente. Bisogna frenare il progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di “junk food” da parte dei più piccoli e investendo su programmi di educazione alimentare, come “frutta nelle scuole”, estendendo il modello anche alle famiglie. Ormai in Italia circa il 12%dei bambini è obeso e nella fascia d’età tra i 6 e gli 11 anni ben uno su tre è in sovrappeso.

Fonte: helpconsumatori