"Un risultato straordinario conseguito in meno di un mese" ha ribadito Aldo Soldi, presidente Coop-Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori.

La consegna segna il primo passo concreto del percorso che dovrà fare la proposta di legge di iniziativa popolare.

174.722 firme raccolte e certificate e ora consegnate ufficialmente al vicepresidente della Camera, onorevole Fabio Mussi. E' il risultato ottenuto da Coop nell'ambito della campagna "Farmaci più liberi prezzi più bassi": primo passo concreto della Proposta di Legge di iniziativa popolare per la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco. La consegna è avvenuta nello studio dell'onorevole Mussi da parte di una delegazione di soci Coop di tutta Italia capeggiati dal presidente di Coop-Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, Aldo Soldi.

"Un risultato straordinario -ha commentato Soldi-conseguito in meno di un mese grazie alla volontà di partecipare alla nostra iniziativa da parte di migliaia di cittadini. D'altra parte, la strada intrapresa da noi -quella della proposta di iniziativa popolare- aveva proprio questo fine. Ora, mentre la petizione continua in oltre 500 punti vendita con lo scopo di toccare quota 500.000 entro maggio, la proposta di legge inizia il suo iter". Quattro i punti nodali della Proposta: la possibilità di vendere i farmaci senza obbligo di ricetta al di fuori del circuito esclusivo delle farmacie, l'indicazione della vendita in spazi separati rispetto agli altri reparti con la presenza obbligatoria di un farmacista, la facoltà di abbassare i prezzi di vendita dei farmaci, il divieto di iniziative promozionali.

Da parte sua il vicepresidente della Camera, accogliendo la delegazione, ha ricordato come rispetto ad altri strumenti più abusati come ad esempio i referendum, le proposte di legge di iniziativa popolare siano strumenti più eccezionali, anche se importanti e significativi tanto più quando provengono come in questo caso da una forte spinta popolare, e ha affermato che questa proposta di legge ritornerà nel prossimo Parlamento come un  punto all'ordine del giorno.