La posta in gioco, per noi tutti, è altissima: si tratta di disegnare un accordo tra tutti i Governi per la seconda fase del Protocollo di Kioto, a partire dal 2012, cercando di fissare precisi limiti alle emissioni di gas serra per contenere l’aumento della temperatura del pianeta al di sotto dei 2 gradi centigradi.

Nello scorso settembre si è svolta, al palazzo di vetro dell’ONU, la terza conferenza internazionale sul clima, con l’obiettivo di preparate il terreno in vista dell’appuntamento di questi giorni.  Il segretario generale Ban Ki Moon, aprendo la sessione inaugurale ha affermato: “ Copenhagen non può permettersi di fallire”. Anche il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama, intervenendo al Summit, ha parlato delle minacce del cambiamento climatico come “gravi, urgenti e crescenti” e a dichiarato che “ nessuna nazione, piccola o grande, ricca o povera, può sottrarsi alle conseguenze di questi cambiamenti”

All’estero assistiamo a azioni massicce dei vari Governi per il coinvolgimento delle loro cittadinanze in atteggiamenti di consumo e stili di vita che aiutino la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, tra le cause principali del cambiamento climatico in atto.

In Italia questa pressione arriva invece dal basso, dalle centinaia di associazioni che da anni combattono per la difesa e tutela dell’ambiente, per la sostenibilità delle scelte di consumo, per la lotta agli sprechi. Centinaia di associazioni, ma anche milioni di cittadini che fanno sentire in mille modi diversi la loro voce.

Anche Coop ha contribuito in questi anni a una nuova coscienza ambientalista con tante iniziative mirate alla sensibilizzazione della propria base sociale, ma anche con azioni dirette  che hanno inciso positivamente sulla sostenibilità dell’impatto ambientale della nostra filiera.

Guardiamo ora con grande speranza a quanto verrà deciso nella conferenza di Copenhagen. L’esito positivo di questa potrà essere il migliore degli auguri di felice anno nuovo per tutti noi.