di
Maria Carla Giugliano, ufficio stampa Greenpeace

“Energia Nucleare. Il problema senza la soluzione”: lo spot video fa il verso alle pubblicità delle grandi compagnie energetiche.

Lo spettatore si trova davanti a un filmato che, con grande chiarezza, toni rassicuranti e ironia, mostra tutte le agghiaccianti verità sull’atomo:

- produce scorie radioattive e non esiste ancora nessun sistema per gestirle in sicurezza;

- costa troppo: un affare per pochi e un bidone per tutti;

- non dà indipendenza né sicurezza energetica: l’uranio è una risorsa che entro qualche decennio sarà esaurita;

- le centrali sono degli obiettivi “sensibili” per il terrorismo e non esistono sistemi di protezione in caso di incidenti aerei.

Con questa campagna Greenpeace vuole fornire ai cittadini uno strumento per riflettere sui problemi del nucleare in un paese distratto da slogan ingannevoli. Non si può certo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum Nucleare & Co e quindi per contrastare il "bombardamento mediatico nucleare": l’unico strumento possibile è la partecipazione attiva delle persone.

Greenpeace ha chiesto a migliaia di sostenitori e cyberattivisti di contribuire a diffondere lo spot, condividendolo su Facebook e Twitter e inoltrandolo a contatti e amici. È stata una strategia vincente: in pochi giorni il video ha totalizzato più di 70mila visite.

L’agenzia che ha realizzato gratuitamente per Greenpeace questa campagna ha richiesto esplicitamente di restare anonima. Il motivo? Aver realizzato un video contro il nucleare potrebbe creare problemi con “certi” clienti.