Che dire dell’orrore dei magazzini Trony, dell’assalto da consumatori in delirio? Così siamo ridotti? Mi sono sentita umiliata di fronte a questa degenerazione. A questa follia collettiva... i topolini dietro al Pifferaio magico. E il baratro è , a un passo. Se non ci ha già inghiottiti. È sconcertante constatare il risultato di anni e anni di manipolazione dei cervelli, di stimoli avvilenti di qualunque oggetto reso “indispensabile” dai media. 20 anni fa anch’io, come tanti osservatori attenti, non facevo che lanciare un allarme accorato per lo sfacelo culturale e morale che si preparava. La Tv commerciale, l’invenzione dell’auditel come trabocchetto per la Tv pubblica sempre in cerca di pubblicità, i modelli sempre più scadenti hanno lentamente corroso un rapporto sano con la vita e con se stessi.

E la volgarità della politica? Una volta siamo inorriditi di fronte a un dito medio sbandierato in Tv o alla corna esibite nella foto di gruppo in Europa. Oggi tutto passa come fosse normale, virtuale. Ma non voglio fare prediche tediose, voglio solo motivare il dolore attonito che mi ha provocato quell’umanità all’assalto dei “beni” scontati: è veramente un esempio di degrado avvilente. Quello che annunciavano le menti più illuminate già agli inizi degli Anni Settanta si è avverato. Parlo soprattutto di Pier Paolo Pasolini. Ho visto la mostra molto bella a lui dedicata all’Auditorium di Roma. Commovente, forte nelle immagini e nei contenuti. Ebbene annunciava l’ideologia dei consumi come unica spinta vitale e sostanziale del mondo. Un mondo popolato di un’umanità omologata, livellata, a testa bassa, senza più occhi per vedere il cielo, senza più cuore per sentire amore, pietà, fratellanza, tolleranza... Ma, per dirla con le sue parole, “Io non credo in nulla, eppure lotto per qualcosa”, cioè non resto inerte e indifferente con l’alibi della morte e della speranza. No, continuo a sentirmi una piccola cellula in un grande corpo pieno di ferite ma vivo, perciò obbligato ad esistere per e per gli altri. Con coraggio, impegno, e dignità. Buon Natale!

Antonella Baini e Valeria Paolicchi
Ambiente, Sostenibilità