di
Roberto Cavallini

Qui vi raccontiamo tre storie legate alla salute dei consumatori. Tre storie di situazioni tutte perfettamente legali, in cui cioè norme e prescrizioni di legge vengono rispettate, ma che non per questo destano meno dubbi o timori. E poi parliamo del comportamento di Coop sui suoi prodotti a marchio, perché, applicando (da decenni ormai) il principio di precauzione, Coop su queste tre storie è in grado di dare risposte concrete e rassicuranti (per i consumatori stessi).

 

Tre storie legali

Ecco i casi: Milena Gabanelli e l’ottima squadra di Report dedicano una intera trasmissione al tema dell’aspartame, dolcificante autorizzato dalle autorità sanitarie mondiali, diffusissimo ormai da decenni e usato in moltissimi prodotti. Ma (oltre alle ombre sulla documentazione e il modo con cui le autorità Usa diedero il primo via a questa sostanza), ora alcune ricerche indipendenti, condotte in particolare dall’Istituto Ramazzini di Bologna, avanzano timori circa possibili rischi per la salute umana.

Negli stessi giorni, ed è la seconda storia, un servizio sull’Espresso rilancia un allarme dell’Associazione medici per l’ambiente circa la presenza di residui di pesticidi in ciò che mangiamo: anche qui, se si guarda alla presenza di singole sostanze prese una alla volta, tutto è nei limiti di legge. Ma se si guarda alla somma dei diversi elementi cosa succede? Il cocktail non diventa pericoloso?

Terza storia, l’Unione Europea con il nuovo Regolamento, entrato in vigore quest'anno, ha modificato le regole su diversi coloranti, raccomandando ai produttori di abbassare le dosi giornaliere ammissibili. Già in passato questi stessi coloranti erano stati oggetto di restrizioni, con l’obbligo di inserimento in etichetta di una frase che evidenziasse il rischio di iperattività nei bambini: “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”. Ad esempio per il giallo chinolina la riduzione passa da 10 milligrammi per kilo di peso corporeo/giorno ammessi prima del  nuovo regolamento ai 0,5milligrammi, ben 20 volte meno. Lo stesso per il colorante Giallo Arancio dove i livelli ammessi sono diminuiti da 2,5 a 1 mg/kg di peso corporeo/giorno anche in questo caso una riduzione ben oltre la metà del limite precedente.

Le scelte di Coop

Ripetiamo, sono tutte storie di prodotti e sostanze legali, che rispettano i limiti imposti. Eppure Coop, per i propri prodotti a marchio, in base al principio di precauzione, ha da anni scelto di non usare dolcificanti come l’aspartame (ma anche altri come saccarina e ciclammato). Se invece parliamo di pesticidi, già dal 1992 , Coop ha deciso di introdurre dei limiti, non solo sui residui delle singole sostanze - che comunque ricordiamo devono essere inferiori del 70% rispetto ai limiti ritenuti sicuri-, ma anche guardando al cumulo, alla somma di possibili sostanze diverse contemporaneamente presenti: ovvero all’aumentare della presenza la quantità di ogni singolo residuo deve calare ulteriormente. E lo stesso, relativamente ai coloranti per i quali fin dagli anni '70 vige il divieto assoluto di utilizzo di tutti i coloranti nei Prodotti Alimentari a marchio Coop.

Cosa è il principio di precauzione per Coop?

Come spiega il direttore qualità di Coop Italia, Maurizio Zucchi, “Coop fin dagli anni ’70 ha adottato una filosofia precisa fondata sulla precauzione e la prevenzione. Questo significa diverse cose, che comportano un importante e impegnativo lavoro. Si va da un continuo monitoraggio dei pronunciamenti delle autorità sanitarie, delle ricerche e delle segnalazioni del mondo scientifico, con cui collaboriamo e abbiamo costanti rapporti, all’aver predisposto un sistema di regole precise per i nostri fornitori, nonché un controllo rigoroso su tutta la filiera, dalle materie prime ai punti vendita. Si tratta di scelte e impegni che hanno costi importanti, che però spiegano anche la fiducia con cui i consumatori possono guardare al nostro prodotto a marchio. E i casi che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica in queste settimane sono una conferma della nostra coerenza. Anche se siamo in una fase di crisi economica che si trascina da tempo, il consumatore non è certo disponibile a rinunciare a nulla sul piano della qualità e della salubrità dei prodotti. Certo quando si parla dell’uso di determinati materiali e sostanze edi possibili rischi per la salute, ci si muove su materie complesse e difficili, su cui essere costantemente aggiornati, in cui l’evoluzione della ricerca scientifica, una ricerca che deve essere autonoma e indipendente, è fondamentale. Però noi siamo convinti che la nostra filosofia sia giusta”. Oltre ai casi citati, vale la pena ricordare che Coop, ad esempio, sempre coerentemente con questa filosofia, anche sugli Ogm ha attivato un sistema per garantire che i prodotti a marchio siano privi di queste sostanze. Lo stesso dicasi per le nanoparticelle (cioè quelle derivanti dalla capacità di manipolare la materia su dimensioni infinitesimali), tema, forse meno noto, ma su cui non esistono evidenze scientifiche certe.