di
Roberto Cavallini
Gli impianti fotovoltaici attualmente in funzione nei magazzini e nei Supermercati Coop sono 87 e nel 2010 hanno prodotto oltre 12 milioni e mezzo di KWh, pari al consumo medio annuale di 4.690 famiglie italiane. Grazie a quest’elevata produzione di energia fotovoltaica, Coop ha evitato di immettere in atmosfera oltre 6.700 tonnellate di anidride carbonica. Un piccolo respiro di sollievo per la nostra atmosfera, ma un grande passo verso una politica energetica che unisce il risparmio alla tutela della salute e dell’ambiente.
Infatti Coop ha anche circa 230 punti vendita con certificazione Greenlight (il programma della Comunità Europea ad adesione volontaria che prevede l’installazione di lampade ad alta efficienza e sistemi di telecontrollo per accensione e spegnimento automatico) e tra questi 29 negozi che, essendo dotati di numerosi lucernari, usano impianti d’illuminazione dimmerizzati tali da limitare la potenza inviata alla lampada a seconda dell’intensità luminosa già presente, senza contare le ultime aperture che godono dell’installazione di una parte d’illuminazione a led al posto dei faretti tradizionali con una riduzione dell’80 per cento dei consumi energetici.

 

Attivi dal 2003
«Il primo impianto fotovoltaico a marchio Coop risale al 2003 – racconta Fortunato Della Guerra, di Inres, il Consorzio delle Cooperative di Consumatori che presidia la progettazione per la realizzazione delle strutture commerciali –.
Nel 2005 viene inaugurato a Rimini il primo ipermercato in Italia che azzera le emissioni di CO2 derivanti dall’uso di fonti energetiche non rinnovabili». Grazie alle nuove tecnologie (caldaie a condensazione a gas metano, gruppi frigo ad alto rendimento, recuperatori di calore dall’aria espulsa, inverter su pompe e ventilatori), si ottengono riduzioni di consumo energetico per riscaldamento e condizionamento pari a più del 50 per cento rispetto ad un ipermercato tradizionale: nasce così l’ipermercato del futuro a impatto zero.
Nel 2006 l’IperCoop “Città delle Stelle” di Ascoli ottiene, primo in Italia, la registrazione Emas. Sempre nel 2006, Altroconsumo riconosce l’IperCoop di Sesto Fiorentino come il più virtuoso per l’attenzione complessiva all’ambiente. L’anno successivo nasce a Vignale in provincia di Livorno, sede di Unicoop Tirreno, uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia. Installato interamente sul tetto di un magazzino, viene affiancato nel maggio di quest’anno da un altro impianto ancora più grande. Insieme produrranno quasi il 60 per cento dell’intero fabbisogno energetico del centro distribuzione e degli uffici.
Nel 2009, infine, nasce a Prato il nuovo magazzino centrale di Coop Italia interamente progettato nel segno del risparmio e della produzione d’energia alternativa. L’impianto fotovoltaico sul tetto della struttura genera una potenza complessiva di circa 3 megawatt ed è attualmente il più grande impianto fotovoltaico in copertura su singolo edificio realizzato in Italia.

 

Siamo al 2% del nostro fabbisogno complessivo
«Complessivamente, tutti gli impianti fotovoltaici installati nelle strutture di vendita e nei magazzini Coop produrranno a regime circa 19 GWh, equivalenti al 2 per cento del fabbisogno complessivo di Coop – spiega Della Guerra –, un dato che va letto in relazione ai complessivi investimenti a livello nazionale che consentiranno di raggiungere la copertura del 2 per cento circa del fabbisogno italiano di energia elettrica. Tutti gli impianti realizzati fino ad oggi sono sulle coperture dei nostri punti vendita o delle strutture logistiche e l’energia elettrica viene utilizzata direttamente». Attualmente ci sono ulteriori 9 impianti in corso di realizzazione sui quali però incombe la scure del governo. «Il recente decreto legislativo sulle fonti energetiche rinnovabili ha, anche per noi, un potenziale effetto negativo – continua Della Guerra –. Gli impianti che non sono stati oggetto di appalto, infatti, sono sospesi in attesa di conoscere quali saranno le regole e le tariffe incentivanti del “quarto conto energia”. Si tratta ad oggi di circa 10 impianti per un investimento complessivo di circa 12 milioni di euro. L’indicazione delle cooperative è di procedere con le valutazioni di fattibilità tecnica ma, in assenza di dati certi, non è possibile sviluppare il business plan e quindi procedere con gli investimenti».

 

Miriam Spalatro